giovedì 2 marzo 2006
(moto da luogo, allontanamento, separazione, distacco, origine, provenienza, distanza, agente o causa efficiente, causa, tempo)
- Da dove vieni? - chiese un lampione ad una lucciola.
- Mi ha portata il vento, da molto lontano. - rispose lei.
- E dove vai?
- Da quella parte... non posso fermarmi.
- Suvvia, resta un po' con me... Sei così bella...
- Non posso fermarmi, il Vento è di corsa.
- Non lasciarmi da solo... ho bisogno di te: ho paura del buio. - le disse il lampione. E la guardò intensamente, con il suo brillare sincero.
- Vorrei tanto restare, ma non sono libera. Il Vento mi trascina via, sono troppo piccola! - piagnucolò la lucciola disperata, e pianse una lacrima di cristallo.
- Io so come fare. Poggiati a me! - escogitò il lampione innamorato e impavido.
- Ma come...?
- Quando il Vento ti viene a cercare, stai sul mio lato riparato: il Vento vede solo nella direzione in cui va. Ha i paraocchi! - esordì il lampione sorridente, col suo bel viso luminoso.
- Oh, amico artificiale, come sei gentile – disse la lucciola e, seguendo il consiglio del giovane lampione, si poggiò sulla sua schiena. Pensò a quanto era bello stare lì con lui, e arrossì.

Il Vento passò e non la vide, perchè stava abbracciata al lampione che la custodiva con amore, come un gioiello. Nel silenzio del crepuscolo, solo una tremula voce si udì tra gli alberi addormentati:
- Resterai sempre con me?
- Sempre.
[amore]







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