Vocabolario creativo: E

venerdì 21 aprile 2006


(coordina elementi della stessa natura)


Adamo ed Eva, Bonnie e Clide, Topolino e Minnie. All'origine di tutto c'è l'unione degli opposti, il concetto centrale per il Buddismo simbolizzato dal tao e predicato dallo yoga. Per ogni anfratto dell'esistenza vale questa regola: niente esiste senza il suo opposto. Nulla di più vero: una nuova vita nasce dall'unione dei due opposti per eccellenza, l'uomo e la donna, il maschio e la femmina, l'impavido e la sensibile. Alcune distorsioni nel corso dell'evoluzione di tale significato originario sono arrivate alla contrapposizione di forte e debole, superiore e inferiore, padrone e schiava. Fin dalla tratta degli schiavi neri in America l'uomo non ha saputo cogliere la bellezza degli opposti, e ha interpretato il tutto come incontro tra civili ed incivili, saggi e animaleschi, intelligenti e primitivi. Cosa s'è perso, l'uomo! Perchè è così difficile riempirsi la metà vuota con l'opposto, e riempire la metà vuota dell'opposto? Bello e brutto, buono e cattivo, attivo e passivo, utile e inutile, sano e malato, comodo e scomodo, ordinato e disordinato, fasto e nefasto. Ricco e povero. Si sa a cosa l'uomo riconduca tali contrapposizioni...egli va in una sola direzione: guerra e pace. Uguali con uguali, pace. Uguali con diversi, guerra. L'universo, basato sul perfetto equilibrio tra gli opposti, è una meraviglia troppo immensa, troppo lineare e semplice perchè l'uomo riesca a capirlo, perchè possa concepirlo ed accettarlo. Lui ha provato cos'è il bene, ed è terrorizzato dal dover provare il male. Sa com'è buono il buono, ed è schifato dal cattivo. È soddisfatto per sua la ricchezza e teme la povertà. Si sente bene perchè è in salute, e scongiura la malattia. Ma come sarebbe il giorno, senza la notte? Quanto fascino verrebbe meno all'alba ed al tramonto (che sono sfumature tra i due opposti, incontri fatati al bordo della diversità più totale) se non esistessero entrambi? Dove andrebbe la gioia della guarigione e della buona salute, senza la malattia? Come scopriremmo le nostre fortune, se queste non ci venissero perennemente minacciate? Eppure, no, l'uomo non può accettarlo. Egli dichiara aperta guerra al male, al cattivo sapore, alla povertà, alla malattia, al diverso, allo scomodo e all'inutile. L'uomo vede bianco e nero, educato e maleducato, buoni e cattivi, occidentali e orientali, cattolici e musulmani. E non può sopportare tutto ciò, per cui cerca di spianare tutto, di omologare tutto, di eliminare ogni puzza e di lasciare solo i profumi. Cancellare le brutte facce e lasciare solo quelle belle. Ma chi dice cos'è bello? Chi dice cos'è giusto? Non c'è giusto senza sbagliato, non c'è giudice senza colpevole. Non c'è fuoco senza acqua, nè terra senza cielo. Quant'è piccolo il piccolo, se non in confronto al grande? E quanto possiamo essere più felici, sapendo com'è che si sta quando si è infelici? Non esiste il giorno senza la notte, la cultura senza l'ignoranza, la vita senza la morte, il caldo senza il freddo. Non c'è amore senza odio e non c'è Luna senza il Sole. Non c'è bene senza male ma... paradossalmente... c'è pace senza guerra. Perchè quella è un'altra storia.






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