martedì 10 giugno 2008
(pianta erbacea con infiorescenze giallastre e grandi foglie;
da esso si ricava una sostanza amara medicinale ed un liquore digestivo)
Non posso farne a meno. Quel sapore così unico, tra cielo e terra, tra vertigine ed abisso, tra dolce ed amaro. Le caramelle al rabarbaro del nonno sono una delizia che non si può dimenticare, con quelle venature sempre diverse che mi diverto ad osservare col palato e con la lingua. La mamma non vuole, dice che mi faranno venire un’ulcera allo stomaco, come se a lui non piacesse gustare tra le sue pareti le caramelle più divertenti del mondo. E se anche fosse? Non so cosa sia un’ulcera, ma ne varrebbe di certo la pena. Con tutto quel succo amaro si può ogni volta inventare un nuovo gioco, disegnare un nuovo universo, stuzzicando l’ingegno fino alla fine della giornata ed aspettando, con le stelle, che albeggi quella nuova. da esso si ricava una sostanza amara medicinale ed un liquore digestivo)
La mamma dice che deliro, a mangiare tutte quelle caramelle magiche. Ma la magia era amica del nonno ed è per questo che gli aveva permesso di spruzzare un po’ di sé sul rabarbaro che coltivava. E quando le creava, le caramelle prendevano vita e rigeneravano la magia dentro la bocca di chi le mangiava. Io, ormai, non posso farne a meno. La magia del nonno non si può dimenticare, non deve essere sepolta, ed io la custodisco insieme alle sue caramelle… [vocabolariocreativo]







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