domenica 7 novembre 2010
Mastica, la sarda notte
nel suo mantello di velluto e stelle
rumina golosa
di noi
sogni viaggi destinazioni
sfibra
i legamenti forti delle nostre vene
cospargendo di buia saliva colli
pensieri visioni desideri
Gusta, la sarda notte
assapora le nostre paure più belle
divora silenziosa
prima o poi
anche l'ultima delle umane passioni
cobra
elegante e fiero padrone delle pene
si stende, seconda pelle, sulle nostre membra molli
di nuragici poeti cavalieri
Deglutisce, la sarda notte
ingoiando anime dentro fredde celle
digerisce vorticosa
ci fa suoi
carne sangue articolazioni
vibra
tuono rovente d'eterne cantilene
provocando il cielo in balli folli
apotropaici sensuali lusinghieri
Espelle, la sarda notte
metabolizzando chi siamo sottopelle
ci trasforma, degna sposa
in nuovi dèi
incantesimi fuochi pozioni
ricalibra
sputando poi di noi tutti i tasselli
invincibili e potenti più di ieri
[poesia]







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